Agorà dei giovani: fino ai confini della terra


Riprese di Silvia Aimar.
Montaggio di Corrado Androetto.

Si è svolto sabato 30 maggio a Pinerolo, in piazza San Donato, l'evento finale dell'Agorà dei giovani. Un momento di festa e preghiera, ma anche un'occasione per riflettere su ciò che siamo e su ciò vogliamo essere.

* 500.000 a Loreto, un milione e più alle Gmg. Forse ci siamo abituati troppo a questi numeri. Forse ci siamo lasciati trarre in inganno da un'immagine di chiesa popolosa e dilagante. Quella delle Gmg e dei grandi incontri, invece, è solo "una" delle immagini della chiesa giovane, un momento speciale, unico, irripetibile. E, proprio per questo, eccezionale (nel senso di eccezione). La realtà ordinaria delle singole diocesi non è questa. Lo abbiamo sperimentato in occasione nell'evento conclusivo dell'Agorà. Sabato 30 maggio, in Piazza San Donato, i giovani erano tanti ma non tantissimi. Cento, forse duecento nei momenti più caldi. Questa è la nostra Chiesa. Una chiesa fatta di piccoli numeri, frammentata, talvolta quasi divisa. Però è una Chiesa vera, fatta di giovani che hanno il coraggio di esporsi, di andare contro corrente, di giovani che nel Vangelo di Gesù Cristo ci credono per davvero e lo sanno anche testimoniare in piazza. Una Chiesa di giovani che sanno fare bene le cose buone, che sanno far festa e pregare, gioire e condividere, lavorare e costruire occasioni di incontro.
Dopo la veglia, in cattedrale, questa chiesa si è stretta attorno al vescovo, un drappello di giovani radunati nei primi banchi, un piccolo gruppo che ha partecipato alla liturgia come gli apostoli nel cenacolo. E lo Spirito di Pentecoste è risuonato sotto le volte e dentro il cuore. Si è fatto sentire nel silenzio della notte (perché lo Spirito non si fa attendere da quanti lo invocano).
Questa è la nostra chiesa giovane di Pinerolo. Una chiesa che con i limiti, i difetti, i peccati e le zavorre di ciascuno, non ha paura di continuare ad uscire sulla piazza per annunciare l'amore di Dio, osando percorrere vie inedite, senza il terrore di poter fare un passo falso (chi non fa, non sbaglia... ma non fa!).
Questa è la Chiesa giovane di Pinerolo. Così siamo noi.
Patrizio Righero

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