fede

Conservare la fede

Perché la fede è un atto personale e insieme ecclesiale? La fede è un atto personale, in quanto libera risposta dell'uomo a Dio che si rivela. Ma è nello stesso tempo un atto ecclesiale, che si esprime nella confessione: «Noi crediamo». È infatti la Chiesa che crede: essa in tal modo, con la grazia dello Spirito Santo, precede, genera e nutre la fede del singolo cristiano. Per questo la Chiesa è Madre e Maestra.

 


Dio non fa i capricci

28. Quali sono le caratteristiche della fede?


La fede: 2 al "dono" di 1

Che cosa significa per l'uomo credere in Dio? È questa una di quelle domande che impegnano tutta una vita. Il Compendio risponde: “Significa aderire a Dio stesso, affidandosi a Lui e dando l'assenso a tutte le verità da Lui rivelate, perché Dio è la Verità. Significa credere in un solo Dio in tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo”. (C. d.C n. 27). Esistono quindi due tipi di “credere”: “credere a” e “credere in”. Si crede che qualcosa sia vero e si crede in Qualcuno. La fede cristiana è entrambe queste cose. Ed entrambe queste fedi possono incontrare ostacoli e difficoltà.


Qual è il disegno di Dio per l'uomo?

Da oggi vorremmo iniziare una rubrica (e speriamo di proseguirla), proponendo in successione le domande e risposte del Compendio del Catechismo. L'obiettivo è riscoprire la bellezza di una fede che salva, rigenera dono speranza e vita. Per ogni post: la domanda, la risposta del Compendio e un brevissimo commento (se ce la facciamo… a volte il commento non serve nemmeno!).

Da oggi vorremmo iniziare una rubrica (e speriamo di proseguirla), proponendo in successione le domande e risposte del Compendio del Catechismo. L'obiettivo è riscoprire la bellezza di una fede che salva, rigenera dono speranza e vita. Per ogni post: la domanda, la risposta del Compendio e un brevissimo commento (se ce la facciamo… a volte il commento non serve nemmeno!).


All'insegna della GMG - Roberta e Lorenzo

Che dire…In questi giorni ad Oropa abbiamo avuto modo di pensare, pregare, ascoltare, meditare, camminare….


il dopo Oropa-Gmg... le parole di Cristina e Patrizio

Carissimo padre Fabio e carissimi volontari (tutti tutti tutti!), non posso davvero fare a meno di scrivervi queste righe. Di solito non sono uno che si commuove facilmente. Proprio per questo, quando succede non permetto che l’emozione se la squagli confondendosi e perdendosi nei meandri del quotidiano. In primo luogo grazie. Grazie per l’accoglienza che ci avete riservato. Grazie per tutto il vostro lavoro, che è stato davvero tanto e fatto bene.


il dopo Oropa-Gmg... le parole di Bibiana

Sono stata testimone di una partecipazione assolutamente extemporanea. Vicina a Pinerolo, se non altro per nome, come personificazione vivente della vs piccola Bibiana... L'idea di aderire a quest'iniziativa l'ho accolta con una sana dose di inconsapevolezza. La risultanza, una piacevole sorpresa. Cosa dire di più di un enorme e sentitissimo grazie? Grazie a te, come rappresentante della diocesi di Pinerolo, che mi hai permesso operativamente di partecipare a questa due giorni.


il dopo Oropa-Gmg... le parole di Ezio

Ciao, sono Ezio, un "giovanotto" che era ad Oropa con tutti voi.... 40 anni e non sentirli diceva una pubblicità.....e chi molla....Le GMG sono una dose di sana e buona voglia di essere giovani, belli e credenti. Grazie a tutti voi ho assaporato qualcosa di perso, dimenticato, allontanato. Ne ho fatte 4 di GMG ma questa... che idea geniale hanno avuto gli amici della Diocesi di Biella!!! Grazie ai Pinerolesi!!!...c'erano eccome se c'erano....grazie a voi abbiamo vissuto qualcosa di bello, non credo che in Italia ci sia stata una cosa come quella vissuta ad Oropa. Grazie ancora a tutti....


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