Scuola: occupazione e preoccupazione

Abbiamo ricevuto dal “Comitato occupazione Liceo Scientifico Statale Marie Curie” di Pinerolo un COMUNICATO STAMPA circa l’occupazione della scuola. Pubblichiamo il testo non perché condividiamo in tutto il suo contenuto e il fatto dell’occupazione, ma come spunto per un dibattito costruttivo e per una riflessione equilibrata. Da più di due settimane, sul nostro sito, è aperto il sondaggio sulla qualità della scuola proprio con questo intento. Invitiamo pertanto, chi lo desidera, a lasciare un commento, pregando di utilizzare un linguaggio corretto e rispettoso.

La Redazione

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La redazione COMUNICATO STAMPA Nei giorni mercoledì 22 e giovedì 23 ottobre '08 noi, studenti del Liceo Scientifico Maria Curie avente sede in via dei Rochis a Pinerolo (TO), abbiamo deciso come gesto ultimo di protesta, di occupare la scuola per far sentire la nostra voce presso il Ministero dell'Istruzione e tutti gli organi responsabili del decreto Gelmini sulla scuola e del decreto Prea. Dalle ore 7.30 del giorno 22, all'apertura dei cancelli, la scuola sarà controllata interamente da noi studenti. La nostra occupazione non vuole avere come scopo quello di violentare l'istituzione scolastica né tanto meno di negare il diritto allo studio, in quanto noi studenti vogliamo legittimare un nostro diritto fondamentale che è quello del rispetto per una scuola di qualità aperta a tutti, ricchi e meno ricchi! Per questo abbiamo deciso di promuovere delle assemblee a scopo puramente informativo nelle quali, il primo giorno, discuteremo della legge, dei suoi effetti e della situazione scolastica italiana in rapporto ad un inserimento nella società europea, discussioni per le quali abbiamo chiesto la gentile partecipazione di docenti, studenti liceali e universitari o semplicemente di persone informate ed in grado di esprimere (senza la necessità di una lezione frontale) le motivazioni che ci hanno spinto all'occupazione e le varie tematiche legate al mondo della scuola. Infatti, ci teniamo a precisarlo onde evitare spiacevoli fraintendimenti, la nostra occupazione sarà basata sul principio della pacifica convivenza e del rispetto tra alunni, insegnanti, preside ed organi giudiziari, sulla voglia di ritornare al più presto a studiare con attrezzature e mezzi adeguati ad una scuola sostenibile ma di qualità, e sull'informazione accurata, imparziale e apolitica della situazione scolastica, per combattere la disinformazione e gettare le basi per una società giovane, pensante, intellettualmente attiva e che sia in grado di sviluppare lo spirito critico senza, ripetiamo, farsi condizionare da un'ideologia politica! Nelle ore mattutine, l'istituto verrà aperto anche a persone esterne che volessero conoscere la riforma. Alle ore 9.00, i cancelli della scuola verranno chiusi, e saranno successivamente riaperti, come da protocollo, alle ore 12.40 per consentire a chi volesse di uscire. Il pomeriggio i cancelli rimarranno aperti, anche per facilitare lo svolgimento dei consigli di classe. Nelle ore pomeridiane, si terranno attività ludiche (torneo di calcio a 5, torneo di basket, etc..), culturali (cineforum) e istruttive (laboratori musicali, corsi di recupero tenuti da altri studenti, etc…). La sera per chi volesse ci sarà la possibilità di fermarsi a dormire nell'istituto. Giovedì 23, per garantire il diritto allo studio e la collaborazione con il corpo docente, le verifiche e le interrogazioni programmate verranno regolarmente svolte in apposite aule messe a disposizione. All'inizio della giornata, verrà redatta una nostra proposta di legge ideale, che presenteremo a chi di competenza. Poi, insieme al regolare svolgimento di verifiche e interrogazioni programmate, si terranno assemblee, dibattiti e confronti sui temi di attualità che in questi giorni stanno tenendo banco sui principali canali di informazione. Nel pomeriggio si ripeteranno le attività del giorno precedente. Inoltre per le due giornate si potrà consumare un pasto a scuola, versando una quota di Euro 2. Per garantire il regolare svolgimento delle attività ed evitare spiacevoli incidenti, è¨ stato organizzato un servizio d'ordine, composto da studenti del liceo volontari e di tutte le età, che, diviso in gruppi, controllerà le zone nevralgiche della scuola e sarà autorizzato ad allontanare soggetti ritenuti pericolosi per l'integrità della nostra scuola. Ci si appella comunque al buon senso di ogni studente, tenuto a svolgere un "servizio d'ordine" su se stesso e a segnalare eventuali abusi. Quando si entrerà nei due giorni a scuola, si dovrà compilare un foglio con nome, cognome e classe (a discrezione del servizio d'ordine presente all'ingresso, bisognerà presentare un documento di identità, per evitare spiacevoli inconvenienti). Questo foglio verrà consegnato venerdì 24 ai coordinatori di classe che verificheranno le presenze e le eventuali giustifiche. Ci teniamo particolarmente a far capire a chi ci guarda da fuori che la nostra occupazione seguirà le normali regole di civiltà e buon senso, e che siamo qui non per saltare giorni di scuola, ma per affermare che bisogna difendere e garantire il diritto e la qualità della scuola. Comitato occupazione Liceo Scientifico Statale «Marie Curie» - Pinerolo contatti MAIL occupazionemariecurie@gmail.com MSN occupazionemariecurie@gmail.com SKYPE occupazionemariecurie canali informativi BLOG http://occupazionemariecurie.blogspot.com VIDEO http://www.youtube.com/user/OccupazioneCurie FOTO http://picasaweb.google.com/occupazionemariecurie

 

 

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Per due giorni, i ragazzi del

Per due giorni, i ragazzi del Marie Curie che avrebbero voluto seguire le regolari lezioni previste dal piano formativo della scuola che hanno scelto, si sono visti negare tale diritto allo studio.
Questa non è democrazia. Ben venga quindi la nuova regola, rivolta ai sindacati ma auspicabile in tutti i settori pubblici, di porre un democratico referendum a tutti coloro che si voglia in qualche modo coinvolgere in una contestazione/sciopero per verificare quale sia il reale peso della maggioranza.
Approfitto di questo spazio per proporre alla riflessione di tutti le idee che sono sintetizzate in un Comunicato Stampa dell'associazione di cui sono parte attiva, l'A.Ge.S.C., sperando di limitare i futuri disservizi dell'Istituzione Scolastica.
Cordialità
Giulia Bertero
SCIOPERO SCUOLA DEL 30 OTTOBRE
ragioni per non aderire, ragioni per costruire

Il sistema scolastico italiano ha, da tempo, urgente bisogno di essere riformato: siamo ai primi posti, tra i Paesi dell’Ocse, come spesa per l’istruzione ma ciò non incide sulla qualità. Il numero di ore di lezione degli alunni supera del 20% la media dei paesi Ocse, ma ai primi posti per la qualità dell’apprendimento vi sono Paesi dove si sta a scuola molto meno. Per questo chiediamo anche all’attuale Governo, come sempre abbiamo fatto, di abbandonare una politica centralistica, perseguita con l’accanimento delle normative, che pretendono di determinare ogni singolo aspetto della vita scolastica.
Per rispondere alla emergenza educativa è indispensabile tenere conto della domanda di istruzione e di educazione che proviene dai giovani di oggi, e completare il percorso verso un assetto pienamente libero e pluralistico. Per questo è prioritario dare attuazione all’autonomia costituzionale prevista per le scuole, assicurando alle stesse veri organi di governo e risorse dirette. Gli altri cambiamenti verranno come diretta conseguenza: drastica riduzione di norme; livelli essenziali di apprendimento; carriere per i professionisti della scuola con effettivo riconoscimento del merito e delle prestazioni; dirigenza scolastica messa in grado di rispondere dei risultati; moderno sistema di valutazione che aiuti le scuole a migliorare.
Una prospettiva di così ampio respiro necessita di tempi lunghi e non può essere assicurata da una singola fase di revisione degli ordinamenti o della normativa in uso. Occorre piuttosto un impegno costante per il bene comune da parte di tutte le forze sociali e politiche autenticamente riformiste. Per questo è necessario che anche i sindacati, anziché condurre battaglie di retroguardia dannose per tutti, tornino ad impegnarsi per il bene comune. Gli slogan lanciati in questi giorni e irresponsabilmente depositati sulle bocche degli studenti spinti in piazza a manifestare contro chi oggi è chiamato a governare, appaiono invece strumentali e ridicoli, tanto più perché gridati in difesa di una scuola italiana di cui tutti, in questi anni, si sono lamentati.
Le misure prese dall’attuale Governo in realtà, non si scostano, nei principi ed in molte proposte, da quelle suggerite dal Quaderno Bianco dei ministri Padoa-Schioppa e Fioroni, nella prospettiva del vincolo di pareggio entro il 2011 richiesto all’Italia dall’Unione europea. La razionalizzazione di spesa all’interno di un sistema tanto elefantiaco quanto improduttivo è urgente e indispensabile. I provvedimenti approvati a favore di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti ne costituiscono un primo significativo segnale.
Non aderiamo allo sciopero del 30 ottobre perché non ne condividiamo le motivazioni. Non possiamo accettare le posizioni corporative di un certo sindacalismo che, guidato in particolare dalla CGIL, continua ad opporsi, per ragioni di mero potere, a qualsiasi serio tentativo di cambiamento del sistema di istruzione nazionale. L’istruzione è un bene di tutti: per questo è indispensabile che ogni seria riforma si costruisca attraverso il dialogo con le componenti reali della scuola che si esprimono anche nelle loro forme associative.

L’educazione è cosa di cuore!

Non ci posso credere: Luca è andato ad occupare l’Università! Non ci posso credere che l’animatore-interlocutore di tanti editoriali, si è trasformato in un kamikaze scolastico! Eppure qualche informazione-considerazione si deve fare, altrimenti si guardano i TG che parlano della Gelmini, e si vedono cassonetti dati alle fiamme, scuole chiuse, cortei, occupazioni di università e dimostrazioni di polizia, dopo aver inquadrato la questione.

 Si tratta del decreto legge n.° 137 del Ministro Gelmini. Perché non si è fatta una proposta di legge con l’iter di tutte le altre leggi? Come tutte le leggi in Italia, che andrebbe discussa alla Camera dei Deputati, poi alla Camera dei Senatori, poi ritornerebbe alla Camera dei Deputati, andrebbe firmata dal Presidente della Repubblica e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. In altri termini: una legge italiana è sottoposta al dibattito parlamentare, che è sigillo della democrazia.

Ma qui capita una cosa un po’ strana: da una parte, quella dei fruitori, i ragazzi e genitori, e dei docenti, l’uso di forme di protesta; dall’altra, la parte del legislatore, l’uso di “mezzi speciali” quale è il decreto legge. È interessante notare che il decreto è adottato in caso di necessità ed urgenza. Infatti, come dice la Costituzione Italiana all’art. 77, i decreti legge, se non vengono convertiti in legge entro sessanta giorni, perdono la loro efficacia.

Ma, leggendo il decreto legge n.° 137 del Ministro Gelmini, contestabile o no, mi accorgo che con Luca e con università non ha nulla a che fare. Chiamo Luca e mi faccio spiegare. La legge n.° 133, convertita in legge ad agosto sempre da un decreto legge, taglia i fondi all’università, la formazione, la ricerca e propone le “università private”. È molto bella la posizione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in questo comunicato.

 

Tre considerazioni, a scanso di ogni fazione politica:

ogni governo è legislatore, secondo la sua appartenenza politica, il giudizio personale di coloro che sono chiamati dalla maggioranza degli elettori a condurre le sorti della nazione. Non si possono evocare oggi leggi proposte sessant’anni fa! Sarebbe fuori dal tempo e dalla storia!

 

Una legge che tocca la scuola è un campo minato da sempre, per la destra e per la sinistra, perché tocca molte persone – persone, non numeri! Tocca l’educazione dei bambini-ragazzi-giovani, tocca i genitori, gli insegnanti, i precari, gli studenti universitari che si preparano al lavoro anche nella scuola, diventando a loro volta insegnanti, ricercatori, e poi… avanti… fino a diventare premi nobel, scongiurando la fuga dei cervelli… Ma questo sarebbe poco.

 

Poniamoci la domanda seria e urgente, che non va fatta in manifestazione contro un qualcosa ma di cui non si sa bene, che va fatta da esperti nel settore e non da politicanti di destra o di sinistra che esprimono un giudizio solo contro gli altri, che va posta nella sede adatta per eccellenza per discutere una legge ovvero il Parlamento italiano, prima di rivendicare i presunti diritti che ci sembrano cancellati solo per un comma o un articolo.

 

Quale educazione daremo ai nostri bambini, ragazzi, giovani? Quale futuro per la scuola?

“L’educazione è cosa di cuore!” (Don Bosco). E la nostra?

Claudio Chiozzi

Scrive Bob...

E' vero, le leggi andrebbero discusse da chi ne ha la competenza... ma ti
distrai un attimo e cosa vedi? La legge 133! Per chi non lo sapesse la legge
133 taglia pesantemente i fondi alle univesità, le dà come speranza di
salvezza quella di diventare fondazioni private (accessibile quindi solo ai
pochi che possono permettersi 6000 euro di retta annuale) e limita le
possibilità dei giovani nel campo della ricerca.
Non fanno che ripeterci che il futuro sono i giovani, che noi cambieremo il
mondo... e allora perchè non ci permettono di studiare? Perchè con tutti i
campi in cui è possibile effettuare tagli (stipendi dei politici, CHE SI
SONO AUMENTATI ANCORA, banche,...) li effettuano sull'UNICO CAMPO CHE PUO'
DARE UN FUTURO A QUESTO PAESE? Perchè devo far scegliere ai miei genitori se
mangiare o farmi studiare, per darmi un futuro?
Si, la televisione ci dipinge come degli ignoranti violenti che vogliono
solo cercare lo scontro, fare casino o invocare le rivoluzioni
sessantottine... noi vorremmo solo avere un futuro...
E quindi ben vengano i giovani che occupano, che scioperano, che vogliono
imparare, che vogliono avere un futuro, che credono in un mondo migliore...
perchè se oggi ci insultano e ci guardano con disprezzo... forse un giorno
ci ringrazieranno.
"Amerai il prossimo come te stesso"... è vero: il prossimo sono i giovani!

scrive Luca85!

 Mi sembra un po' offensivo dare del kamikaze scolastico a chi manifesta in modo pacfico per difendere il diritto all'istruzione e alla cultura. Se proprio vogliamo trovare coloro i quali chiami con un po' troppa legerezza "kamikaze" (nn infiammiamo i toni con paragoni che nn c'entrano nulla) mi sembrano coloro che fanno una riforma senza progetto sulla scuola solo per guadagnare soldi (così le tasse si alzano e la cultura diventa privilegio dei ceti agiati).  poi con decreto legge, ovvero senza passar dal parlamento. Il d.l. andrebbe adottato per eventi immediati e catastrofici come grosse crisi, terremoti, aluvioni, ecc. sulla scuola è solo mancanza di democrazia.
ma cosa ci si può aspettare da chi ha creato Mediaset,la principale responsabile della distruzione culturale di massa in Italia?
La protesta dei giovani è sana e giusta, per un ideale condiviso, e lo dico da cristiano, da animatore, da educatore. Che poi sembra che queste siano manifestazioni politiche... sono manifestazioni per i propri diritti, i diritti dei giovani.
Invece che togliere soldi alla scuola togliamoli dal finanziamenti per la guerra in afghanistan, dagli sprechi per i politici, e dagli altri infiniti sprechi. 
Troviamo i soldi per far la guerra e non per la ricerca scientifica e il sapere... se non è anti-cristiano tutto questo...
spero che i ragazzi continuino nella loro pacifica azione per non farsi rubare il futuro, anche se Berlusca ha minacciato di inviare la polizia a manganellare come a Genova non vi preoccpuate, come sempre accade ha già ritrattato 

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