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Agorà: dai bilanci ai progetti
I tre anni di impegno appena conclusi hanno lasciato molti frutti, che la pastorale giovanile comincia a vedere Dalla Lombardia alla Basilicata, ecco le prime «scoperte»
di Patrizio Righero
Da Avvenire , 23 giugno 2009

Mentre nelle piazze si sentono ancora gli echi delle veglie e dei canti, per l'Agorà è già tempo di bilanci e di nuovi progetti. Dopo tre anni di intenso lavoro, gli operatori pastorali fanno il punto della situazione e programmano futuro. Come a Bergamo, dove «la formazione interparrocchiale - riferisce Marta, delegata laica della Lombardia alla Consulta nazionale di Pastorale giovanile - è segno di proseguimento dell'Agorà. Formare, fare cultura, stimolare al confronto, allenare l'orecchio all'ascolto di esperienze: queste le linee guida che indirizzeranno le nostre serate formative nelle parrocchie. Gli incontri saranno anche occasione per offrire un luogo dove raccontarsi ed esprimere la propria appartenenza ». Uno dei frutti più apprezzati dell'Agorà è stato quello della metodologia. Spiega don Carlo Rampone, direttore della Pastorale giovanile di Asti: «Questo percorso ci lascia un metodo di lavoro (ascolto, annuncio, cultura) da calare nel nostro modo di concepire la pastorale. Rimane anche un grande stimolo alla missionarietà: dai giovani di Asti è nata la richiesta di trasformare il percorso di avvicinamento alla Gmg di Madrid in un grande sforzo missionario da attivare in parrocchie, a scuole e negli altri luoghi di aggregazione. Dalla piazza a Madrid, si potrebbe dire con uno slogan. Stiamo impostando questa missione ai giovani con gli animatori che hanno alle spalle almeno due o tre Gmg. A loro il compito di incontrare i ragazzi dai 15 ai 19 anni per proporre Madrid e far passare due temi: la speranza e la libertà per la sequela. L'aspetto legato a comunicazione e cultura vorremmo concretizzarlo anche con una pagina fissa sul settimanale diocesano».
Concorda con don Carlo don Domenico Beneventi, incaricato della Pastorale giovanile della Basilicata: «Abbiamo capitalizzato l'insegnamento dell'Agorà, soprattutto nella metodologia e nella priorità del protagonismo dei giovani. In regione diversi progetti stanno per partire. L'attenzione di questi anni per la cultura ci ha messo a contatto con il mondo della scuola e dell'università. In questo campo attiveremo dei percorsi per rispondere alle forti domande di senso che ci vengono dai giovani, privilegiando lo strumento dell'associazionismo. Inoltre decollerà, in collaborazione con gli istituti di Scienze religiose, un percorso di formazione specifica per gli operatori di pastorale giovanile. Stiamo anche preparando il convegno nazionale di Pastorale giovanile che si terrà a Matera in ottobre. Per noi un ulteriore input a rinnovare l'impegno». Non sono solo le diocesi ad aver tratto beneficio da questo triennio. «L'Agorà - racconta Marco da Catania - ha accompagnato i passi del Movimento giovanile Salesiano con un'attenzione alla dimensione vocazionale. Ad agosto sarà il tempo di donare questa ricchezza a tutta l'Europa salesiana all'interno del 'Confronto', una manifestazione che si svolgerà a Torino sul tema 'Testimoni di Cristo nello spirito di Don Bosco'. Lo sguardo va avanti verso la prossima Gmg dove forte è la presenza del movimento e stretti sono i legami con l'Italia».
L'albero dell'Agorà, in tre anni, ha quindi avuto modo di crescere e portare frutti che alimentano il presente e fanno ben sperare per il futuro.
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