Caso Englaro


NOTA SIR, “LO SGUARDO MANCANTE”

di SIR
Da www.db.agenziasir.it, 14 nov. 2008
Pubblichiamo la nota SIR sulla sentenza della Corte di Cassazione in merito al "caso Englaro".

È così diventato definitivo il decreto della Corte di Appello di Milano che autorizza a sospendere l'alimentazione artificiale, che tiene in vita Eluana Englaro. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Milano contro il provvedimento del luglio scorso. Le sezioni Unite civili della Cassazione, in pratica, hanno ritenuto che la Procura generale di Milano non poteva impugnare la decisione con cui era stata autorizzata la sospensione dell'alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana. Sia ben chiaro: si tratta solo di una conferma di una precedente decisione.
Questo per dire che la questione, ultimamente, era divenuta oggetto della valutazione dei più alti esperti del diritto e delle leggi. Non sembra che questo sia un segnale di benessere sociale e di maturità diffusa. Quando, in materia di vita, si ricorre al legislatore, significa che è venuto meno il consenso morale su alcuni punti, proprio come quello del rispetto incondizionato alla persona. Significa che, purtroppo, si è offuscato il valore fondamentale che la vita va ragionevolmente sostenuta, al di là delle condizioni, nelle quali verte.
"Ragionevolmente sostenuta" significa cercare con fatica l'equilibrio tra due eccessi opposti: il vitalismo, cioè il tenere in vita a tutti i costi, e l'eutanasia, il porre fine ad un'esistenza. Significa accettare - di questo pochi ne parlano - che gli enormi progressi nella medicina permettono di assistere per anni persone, che in passato sarebbero diversamente morte o che non si sarebbe potuto assisterle senza sofferenze. Naturalmente l'assistenza non è l'accanimento terapeutico: è prendersi in carico i pazienti con i mezzi oggi a disposizione: idratazione, alimentazione, ventilazione, fisioterapia, cura del corpo, attività di comunicazione.
Ora, se la scienza ha tanto progredito, non altrettanto ha fatto la coscienza morale; così l'uomo è estremamente tecnico e poco filosofo: molto incline a fare e poco a contemplare.
Eppure, davanti a un paziente in rianimazione non deve venire meno lo sguardo che vede in lui un fratello e una sorella da onorare con i mezzi oggi a disposizione, anche se colpiscono per la loro apparente invadenza. Ma anche quegli strumenti sono una testimonianza di onore per la persona: essa viene assistita con il meglio a disposizione. Sempre superabile, ma il meglio a disposizione.
Se viene meno lo sguardo contemplativo, la persona perde il suo significato di valore in sé e, quindi, di indisponibilità e si finisce per affermare che ha valore per qualcosa d'altro. Un uomo e una donna nel pieno della loro attività sarebbero, allora, un valore per le attività che svolgono e, anche, per la famiglia; ma una volta invecchiati o resi improvvisamente invalidi, per chi avrebbero ancora valore? Se viene meno lo sguardo contemplativo, non si comprende più la finalità stessa dell'esistenza, non si capisce più il valore spirituale e trascendente della vita. Si abbassa la meta: si vivrebbe per fare esperienze: relazioni, attività, viaggi, piacere, realizzazioni. Se una persona non può provare queste cose, che cosa vive a fare?
Questa mentalità, che non è di un giorno, ha piegato la verità delle cose e ha fatto a dire a molti autentiche menzogne: l'alimentazione, l'idratazione, la ventilazione sarebbero terapie o cure. Considerate così, non svolgerebbero il loro compito perché il paziente non guarisce; e, allora, se non funzionano è giusto che siano sospese. Come nel caso del fallimento di una qualsiasi medicina.
No! Sono atti dovuti non solo ai malati, ma a tutti i cittadini, secondo una solidarietà umana globale, che non distingue le persone né per razza, né per condizione di salute. Per questo motivo, la loro sospensione ha solo un nome: eutanasia.
La decisione dei giudici su Eluana è come la conferma di una deriva morale ma, purtroppo, ora è anche la sanzione della sua cittadinanza nel nostro Paese. Si vedono facilmente gli orrori delle sue future applicazioni.
La via d'uscita è, forse, quella di riappropriarsi dello "scandalo" del soffrire e della malattia; sì, in una società dove il benessere esercita un potere così forte da distinguere tra quale vita merita di essere vissuta e quale no, occorre impegnarsi per una svolta culturale, che, per esempio, apprezzando i progressi della tecnica, applicata in campo medico, li consideri come utili strumenti al servizio dell'uomo nella sua dimensione fisica e spirituale.
Ci vorrà tempo. Allora, è urgente che il Parlamento giunga ad una legge che, salvaguardando la vita delle persone in situazioni delicate, escluda che chiunque possa morire per fame o per sete.

Una proposta di Magdi Allam: adottiamo Eluana

"Cari Amici, Lancio un appello urgente e forte a mobilitarci per difendere il diritto alla vita di Eluana Englaro, affinché trionfi il valore insopprimibile della sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale quale fondamento della nostra umanità e della nostra civiltà. Mobilitiamoci testimoniando con la parola la nostra strenua condanna dei boia del relativismo etico che violano incontestabilmente il valore insopprimibile della sacralità della vita, che si sono arbitrariamente auto-attribuiti il diritto di sentenziare che Eluana non debba più continuare a vivere, che Eluana debba essere uccisa cessando di nutrirla. Mobilitiamoci contro questa deriva etica, giuridica e politica che vorrebbe “cosificare” la vita umana, con il tragico risultato che oggi i nostri figli immaginano, come è avvenuto per dei quattordicenni siciliani che non si sono fatti scrupoli ad assassinare una loro coetanea dopo averla stuprata e messa incinta, che la vita umana possa essere impunemente usata, violata e buttata. Mobilitiamoci affinché Eluana possa restare in vita presso le suore Misericordine che da 14 anni l’accudiscono amorevolmente nella casa di cura “Monsignor Luigi Talamoni” a Lecco, che hanno detto: “Per noi Eluana è una persona e viene trattata come tale. E’ una ragazza bellissima. Vorremmo dire al signor Englaro (il padre) che se davvero la considera morta di lasciarla qui da noi. E’ parte della nostra famiglia”. Mobilitiamoci sostenendo a viva voce che anche per noi Eluana è una persona che ha diritto alla vita e anche per noi Eluana è parte della nostra famiglia. Promuoviamo un’adozione a distanza di Eluana che sia tale innanzitutto nei nostri cuori e che possa, se necessario, trasformarsi in un impegno concreto al fianco delle suore Misericordine che attestano con la loro testimonianza d’amore e di vita l’autentico messaggio di Gesù, che trova piena corrispondenza nei valori assoluti e universali che sostanziano l’essenza della nostra umanità. Vi esorto a far pervenire a questo sito la vostra adesione a questo appello, indicando il vostro nome e cognome, la vostra e-mail e la motivazione per la quale aderite all’appello. Cari Amici, secondo la testimonianza, pubblicata oggi su Il Foglio, di Marco Barbieri che ha incontrato Eluana cinque anni fa, la ragazza ogni mattina apre gli occhi e alla sera li richiude. Non è attaccata a nessun tipo di macchinario che ne favorisca la respirazione, non assume alcun farmaco, l'unico elemento esterno che le consente di vivere è il sondino che scende in fondo al suo stomaco e la nutre. I medici lo definiscono uno stato vegetativo permanente, ma Barbieri ricorda che "la letteratura clinica è ricca di casi di uomini e donne che dopo periodi di coma come Eluana si sono risvegliati" anche se non è dato sapere come e quando. Di fatto il coma permanente è ben diverso dal coma irreversibile. Tanto che, come si legge a pagina 6 de Il Giornale, le suore che la accudiscono non sospenderanno mai l'alimentazione, come conferma la responsabile della clinica suor Albina Corti: "Per ora non ci hanno ancora comunicato nulla. Non sospenderemo mai l'alimentazione. Nel caso, venga il padre a prenderla: fino ad allora la ragazza starà qui. Anche se vorremmo dire al signor Englaro che se davvero la considera morta di lasciarla qui da noi. E' parte anche della nostra famiglia. Per noi è una persona e viene trattata come tale. E' una ragazza bellissima. Qualche volta se le parla suor Rosangela muove gli occhi". Cari Amici, è per queste ragioni che vi chiedo ancora di sottoscrivere l'appello. Cari Amici, andiamo avanti insieme da Protagonisti per l’Italia dei diritti e dei doveri, del bene comune e dell’interesse nazionale, promuovendo un Movimento della Verità, della Vita e della Libertà, per una riforma etica dell’informazione, della società, dell’economia, della cultura e della politica, con i miei migliori auguri di successo e di ogni bene".

Qui si può aderire: http://www.magdiallam.it/appellosalviamoeluana

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